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Superare l'eurocentrismo: La storia globale come prospettiva inclusiva e interconnessa

Updated: Jun 28, 2023


L'intervista di Fabrizio Rotolo ad Alessandro Stanziani su “Eurocentrismo e politica della Storia Globale” discute diversi approcci alla storia globale, inclusi la storia del mondo, la storia della globalizzazione e la storia comparata. Parla anche del dibattito sulla "Grande Divergenza" tra l'Inghilterra e la Cina nel XVIII secolo e solleva critiche riguardo alle statistiche utilizzate per confrontare il reddito pro capite tra diverse regioni. L'intervista esplora il concetto di storia globale e l'importanza di comprendere il passato per analizzare la complessità del mondo contemporaneo.

L'eurocentrismo è stato un approccio predominante nella storiografia occidentale, che ha posto l'Europa al centro della narrazione storica e ha trascu


rato altre culture e civiltà. Criticare l'eurocentrismo è fondamentale perché ci consente di comprendere che l'Occidente non è sempre stato il motore del mondo e che le dinamiche storiche si sono svolte anche al di fuori dell'Europa. Inoltre, l'eurocentrismo implica l'idea di una cultura europea monolitica e contrapposta al resto del mondo, il che è un'interpretazione limitata e distorta della realtà.

La storia globale si propone di superare l'eurocentrismo, cercando di comprendere il mondo in modo più ampio e interconnesso. Tuttavia, ci sono sfide nel promuovere la storia globale. Prima di tutto, l'eurocentrismo persiste da oltre un secolo ed è difficile sradicarlo completamente. In secondo luogo, ci sono limiti nella forma in cui viene condotta la storia globale, poiché richiede finanziamenti significativi e attualmente gran parte delle ricerche sono pubblicate in inglese, creando così una barriera linguistica.

Per superare queste sfide, è importante promuovere una visione più inclusiva della storia. Ciò implica la decentralizzazione delle scienze sociali e il coinvolgimento di studiosi provenienti da diverse parti del mondo. È necessario sviluppare programmi di formazione che includano lo studio di più regioni del mondo e incoraggino la riflessione sulle diverse aree attraverso corsi transareali o di storia globale. Inoltre, le scienze sociali dovrebbero sviluppare categorie concettuali che non siano solo occidentali, permettendo una visione più diversificata e approfondita del mondo.

Per quanto riguarda il ruolo sociale e politico della conoscenza storica, è importante riconoscere che la storia può essere utilizzata per legittimare ingiustizie e relazioni di potere presenti. È fondamentale criticare e contestare questi usi distorti della storia. Allo stesso tempo, la storia può svolgere un ruolo cruciale nell'informazione degli studenti e nel fornire una comprensione più ampia del passato. È importante che gli studenti delle scienze sociali acquisiscano una solida base storica per avere una prospettiva informata sulle questioni sociali e politiche attuali.

In generale, il passaggio a una prospettiva più inclusiva e globale nella scrittura della storia richiede un impegno continuo da parte degli studiosi, degli educatori e della società nel suo complesso. È un processo che richiede un dialogo aperto, un'apertura verso nuove prospettive e una costante critica delle preconcetti e delle visioni riduzionistiche.


Per quanto riguarda il cosmopolitismo, è vero che l'idea di un cosmopolitismo europeo nato con l'Illuminismo è solo una prospettiva tra le tante. Esistono differenti tradizioni e concetti di cosmopolitismo che si sviluppano in diverse parti del mondo. Ad esempio, potremmo considerare un cosmopolitismo indiano che si basa su valori e principi propri della cultura e della storia indiana. In generale, è importante tener conto di una pluralità di prospettive e approcci quando si tratta di idee cosmopolite e di integrazione tra culture.

La decentralizzazione è un tema rilevante, e le scienze sociali avrebbero bisogno di abbracciare una prospettiva più globale e multiculturale. È essenziale che sociologi, economisti e storici collaborino per proporre politiche che considerino le specificità delle diverse regioni del mondo. Questo richiede una formazione universitaria che sia inclusiva e che promuova una visione più ampia della storia e della società.

Sarebbe importante continuare a discutere e affrontare questi temi in modo aperto e collaborativo.





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