Pasolini simpatizzava per la Polizia… oppure no?
- Daniele
- 2 days ago
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Avrete senza dubbio letto almeno una volta le parole di Pierpaolo Pasolini che nella sua poesia “Vi odio, cari studenti” o parimenti titolata: “il PCI ai giovani” dichiarava quanto sotto:
Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti,
ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
E questo è quello che troverete facilmente su internet con le parole: “Pasolini, vi odio studenti” senza trovare altrettanto facilmente la citazione del testo per intero. Premesso dunque che si è liberi di simpatizzare per la Polizia, ci mancherebbe, che si possono avere idee di sinistra, centro o destra, che si può essere d’accordo con Pasolini oppure no, come anche d’accordo o meno con quello che scrivo, mi interessa rileggere il testo e provare a ridare il senso più proprio che intendeva Pasolini. Riprenderne il significato come più attenta rilettura, non per forza per essere d’accordo con questa. La mia tesi è che dubito che Pasolini sia d’accordo con chi lo citi. Dubito che simpatizzasse con la Polizia perché i manifestanti sono dei perditempo, le manifestazioni sono violente e il vandalismo roba da mettersi le mani nei capelli. Dubito che chiederebbe di manifestare pacificamente o non manifestare affatto perché è meglio pensare a lavorare, alla carriera e al futuro, il miglior consiglio per i giovani. Dubito simpatizzasse coi poliziotti come difensori delle istituzioni, delle nostre istituzioni italiane e democratiche e dubito volesse lasciare la politica al solo dibattito in parlamento o in tv senza scendere in strada.
Ecco, credo proprio che mai e poi mai questa potesse essere la posizione di Pasolini. Può esserla di un italiano dei nostri giorni, e ripeto, con piena libertà di pensarlo, ma non di Pasolini con differenze sostanziali ed ora vediamo perché.
1) Pasolini simpatizza coi poliziotti, ma la Polizia per lui è un’altra cosa. Nel testo è chiarito che: “Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.” e aggiunge:
“Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!”Quindi Pasolini è contrario all’istituzione della Polizia e sembra pure poco d’accordo con la Magistratura. Non c’è una richiesta di “difesa delle istituzioni”, almeno non in questo testo.Piuttosto c’è la denuncia verso tutti i poteri:
“Smettetela di pensare ai vostri diritti, smettetela di chiedere il potere. Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti, a bandire dalla sua anima, una volta per sempre, l’idea del potere”.Perciò l’accusa verso i manifestanti sembra quella di combattere il Potere per avere a propria volta il Potere, tanto che descrive i fatti di Villa Giulia come comportamenti da guerra civile in opposizione, evidentemente, alla lotta di classe.
2) I poliziotti sono apprezzati da Pasolini perché ne comprende le angosce, non perché sono dei tutori dell’ordine o per il rispetto delle istituzioni. I poliziotti di Pasolini sono giovani ventenni che la povertà ha costretto a quel lavoro per avere il pane, vittime del sistema. Non è il loro senso dello Stato o dell’onore a farli apprezzare quanto l’opposto, l’essere miseri e umiliati, esclusi sia economicamente che psicologicamente.
I poliziotti corrispondono al tipico immaginario pasoliniano, il mondo pre-industriale, il mondo dei contadini e della gente povera che si è costruita una propria cultura popolare e in quanto popolare più vera e intimamente autentica. Per questo sono i veri proletari in questo contesto, il contesto degli scontri di Valle Giulia nel ‘68.
Io e il lettore possiamo domandarci se nel 2026 studenti e poliziotti possano essere distinti in figli di borghesi o figli di operai così nettamente come ha potuto fare Pasolini nel ‘68. Passati quasi 60 anni non crederei che i poliziotti di oggi facciano parte del mondo pre-industriale, della vera cultura italiana popolare autentica ancora incorrotta dalla società dei consumi. Il che è lo snodo centrale del discorso. Nel ‘68 i poliziotti erano della classe sociale povera ma se oggi non lo sono più o lo sono tanto quanto gli studenti, che senso ha chiamare questi o quelli veri proletari?
3) Verrei poi al vero intento di Pasolini perché non dimentichiamo che un altro titolo associato alla poesia è proprio: il PCI ai giovani. Ne parla così male e poi vorrebbe che prendessero la guida del Partito Comunista? Li chiama anche figli e amici. Peraltro si scusa, volendo dire che non si riferisce con questa poesia a loro (i giovani miei fratelli), con chi fa vere lotte studentesche, lotte considerate più serie, citando altri luoghi: Trento o Torino, Pavia o Pisa, Firenze e un po’ anche a Roma. Pasolini evidentemente non condanna tutte le lotte studentesche.
I giovani sono dalla parte della ragione e i poliziotti dalla parte del torto. Questo anche viene scritto prima di dire che simpatizza coi poliziotti. Quindi chiaramente la lettura non può essere quella superficiale proposta all’inizio.
4) Andiamo ancora più nel profondo. Perché Pasolini è arrabbiato? Perché le idee degli studenti sembrano derivare dal moralismo piccoloborghese dei padri e il loro teppismo dal conformismo (sempre piccoloborghese) dei fratelli maggiori.
Sì ed anche perché questi studenti si sono tolti da soli, cioè hanno messo “da parte l’unico strumento davvero pericoloso per combattere contro i vostri padri: ossia il comunismo”. Ipse dixit.
Questi studenti sono “dei riformisti e dei reificatori”, sanno solo chiedere diritti che già hanno perché fanno parte già della classe borghese, e chiedono blande riforme pedagogiche e il rinnovamento dell’organizzazione statale. Moralismo basso, richieste inutili e pure dannose come la richiesta di avere potere, riformismo e abbandono del comunismo: queste le accuse. “Che la buona stella della borghesia vi assista!” dice. 5) Insistiamo su questo punto. Lui dice che negli USA la gente si sta creando una nuova cultura, seguendo una matrice rivoluzionaria, ma in Italia questa cultura esiste già, la cultura del Partito Comunista. Perché i giovani l’hanno abbandonata per seguire “una variante ereticale sulla base del più basso idioma referenziale dei sociologi senza ideologia”? E aggiunge: “fare del puritanesimo è un modo per impedirsi la noia di un’azione rivoluzionaria vera.” E ancora di più nelle seguenti affermazioni: “Ma andate, piuttosto, pazzi, ad assalire Federazioni! Andate a invadere Cellule! andate ad occupare gli usci del Comitato Centrale: Andate, andate ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure!”
Capiamo quindi che il dissapore di Pasolini nasce non dal fatto che gli studenti siano dei facinorosi eversivi, piuttosto che, mi verrebbe da dire, non lo siano abbastanza! Oppure non contro i giusti obbiettivi. Dissapore non perché bisogna difendere le istituzioni ma bisogna “assalirle”. O almeno questo è quello che ne deduco da chi consiglia l’azione rivoluzionaria vera o consiglia di assalire, invadere o occupare la sede di un partito politico, la cui azione mi sembrerebbe sia violenta sia poco democratica.
In Pasolini non c’è la condanna della violenza come viene intesa oggi c’è l’accusa di fare una “guerra civile”, di impersonare ideali borghesi per ottenere un potere borghese, dimenticandosi della cultura comunista, di una azione rivoluzionaria vera. Penso siamo proprio all’opposto di come sia stato interpretato. 6) Se questo non bastasse consiglia anche di occupare le fabbriche, azione più meritevole di occupare le università. Occuparle e aiutare economicamente gli operai che non si possono permettere di scioperare. Bloccare la produzione del paese, insomma!E dopo aver tanto odiato gli studenti, passa prima dal dire che avevano dopotutto ragione loro, poi dal desiderio che questi possano sostituirsi alla dirigenza del PCI del tempo, passa anche dal consigliargli di occupare le fabbriche e infine conclude di prendere in considerazione di unirsi alla loro lotta, per quanto “guerra civile” e non “la mia idea di Rivoluzione”. Sembra poco?Leggendolo per intero e più volte, davvero mi sembra di vedere un significato totalmente diverso da chi si è fermato solo a leggere “simpatizzavo coi poliziotti”.



